#15 Acrobatica – Ezio Sinigaglia
Luglio luminoso lancia lampi libidinosi, zampilla agosto, bramoso, carnale, desideroso…
La stagione più acrobatica.
L’estate è la stagione più acrobatica per gli amori, va detto. La calura libera gli istinti e le bramosie, scioglie le inibizioni. Ci si aggroviglia sui lettini, ci si incastra tra le cabine degli stabilimenti, appesi come scimmie libidinose sotto gli ombrelloni, apparecchiati tra le dune ventose o avvolti e accucciati – malcelati – sotto gli asciugamani.
AcroBatiCa è la lettura perfetta, in questo caso: da leggere sotto l’ombrellone, oppure rintanati in qualche oasi d’ombra di un baracchino adibito a bar (come farebbe il sottoscritto, se andasse in spiaggia), o anche, perché no, in uno dei tanti contorsionismi succitati.
Tre funambolici giochi di parole in forma di racconto, nei quali Stefano e Simone, Demetrio e Giovanni si confronteranno con le loro irrefrenabili pulsioni sessuali, volontarie prede di avventure amorose con bizzarri personaggi, ma anche ostaggi delle lettere dell’alfabeto. Sì, perché i giochi di parole, come l’amore d’altronde, sono pericolosi eppure terribilmente attraenti.
L’autore chiude i protagonisti in strette gabbie linguistiche, inizialmente in balia del solo della S, e dunque senza Stefano, Simone smanetterà sulla station, sexy senza scrupoli, senza sovrastrutture, per poi proseguire imponendo il rigido ordine alfabetico, dalla A alla Z e viceversa. In questo ciclico ripetersi Demetrio Ercolani, milite ex femminaro, balla un valzer di tira e molla con il bel Vasco Zanella, fascinoso e disinibito, e con loro danzano ammiccamenti, toccamenti e indurimenti, fino allo zatteroso accoppiamento; infine, la stessa progressione alfabetica, ci rimanda alle costellazioni, agli oroscopi, e dunque il Verginello Giovanni sfoglia riviste di moto e centauri ben accessoriati, cerca un elegante e discreto Gemelli, ma trova un camionista del Québec, Toro ben attrezzato che – come dicono gli astri – “sgroppando troverà quiete”.
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Un manualetto di amore cortese rivisitato e ribaltato, un divertente “vassallaggio amoroso” moderno, una raccolta di teorie (e pratiche) per contenere o talvolta soddisfare gli sfrugugliamenti, i pruriti, i fantasmi dell’erotismo, quello dell’uomo che brama l’uomo, da praticare nell’ombra, perché mai poi, ma tant’è.
L’amato Carver aveva stilato una mappatura di versi per orientarsi tra le stelle; Sinigaglia – pur guardando a un certo punto verso certe costellazioni – rimane stabile a terra, tra sudori e sobbalzamenti, ricordandoci l’eccitazione della pelle che sfrega sulla salopette, stuzzicandoci con gli incontri fugaci nei bagni marittimi, lontano da sguardi indiscreti, o suggerendo che le stazioni di servizio (attrezzate di pompe) sono sempre porti sicuri per chi cerca un affetto veloce.
Il primo racconto impone il solo uso della S per ogni parola, e ogni periodo è una vera e propria acrobazia; il secondo e il terzo iniziano da una lettera a caso, per poi seguire la consueta progressione alfabetica, mischiando italiano, latino, inglese francese e tedesco, in una narrazione colorata, buffa e accattivante.
Memore dell’esperienza dell’Officina di Letteratura Potenziale del 1960, di Queneau e Le Lionnais (e molti altri), Sinigaglia padroneggia uno stile dinamico e colto, costruito su un sapiente e istrionico mélange di lingue, mai piatto o ripetitivo, stimolante e ammiccante. Un piccolo gioiello con il quale mettere alla prova il proprio equilibrio.
consiglio per l’estate: piuttosto che abbronzarvi, zatterate il più possibile, sfrugugliate quanto potere, smucinate anche, che l’estate dura poco e poi vi passa di mente…
